Antozoi delle rocce: gorgonie, alcionari, madrepore e cerianti

Antozoi delle rocce: gorgonie, alcionari, madrepore e cerianti

Un gruppo animale altamente decorativo ed estremamente rilevante negli ambienti di scogliera del Mediterraneo sommerso è sicuramente rappresentato dagli Antozoi. Che sballo questi invertebrati marini: un campionario di creature dei fondali morfologicamente intriganti ed esteticamente accattivanti come pochi altri Cnidari.
L’elemento che li accomuna è il fatto di essere quasi sempre formati da colonie di polipi. Il polipo è l’unità vivente che genera tutte queste diverse formazioni, quasi sempre molto belle nel loro aspetto cespuglioso, ramificato, direi sovente floreale, tipico di un mondo che sembra mostrarsi come flora terrestre ma che in realtà è parte integrante del regno animale marino. Quando parliamo di Antozoi delle rocce, la mente corre veloce verso quelle meravigliose e colorate scogliere sommerse tipiche del Mare Nostrum dove le gorgonie spiccano sul resto, con le loro forme e i loro caldi colori, ma dove anche madrepore e alcionari contribuiscono, insieme ai più rari cerianti, a creare quinte particolarmente suggestive; come nel caso dei geositi sommersi prevalentemente calcarei tipici delle coste e delle importanti secche del mondo sommerso di Milazzo.

Un fazzoletto di Mediterraneo, quello milazzese, esageratamente ricco di Antozoi d’ogni tipo, popolo delle rocce che non genera solo ambienti belli esteticamente ma anche, e soprattutto direi, ecosistemi prepotentemente vivi, nonostante i cambiamenti climatici e i relativi scompensi di temperatura e caratteristiche chimiche delle acque, oggi tristemente incombenti in tutto il bacino del Mediterraneo.

A partire da 25-30 m di profondità la roccia diventa substrato per la vita degli Antozoi: l’alternanza vede diversi tipi di ramificazioni a scheletro semirigido, le cosiddette gorgonie, che spaziano da una specie all’altra variando dal rosso dominante, all’arancio fino al bianco. Inutile ricordare adesso i loro nomi scientifici perché quello che vogliamo sottolineare in questa sede è la potenza del paesaggio di questo intricato “bosco animale”, utilizzato da pesci, molluschi e crostacei per ricavarsi tane e rifugi, quale loro dimora provvisoria o stabile. Meno visibili, ma non meno interessanti e belli, sono i coralli molli, ovvero Antozoi senza scheletro che si sorreggono riempiendosi d’acqua. Sono gli alcionari, con i loro corpi globosi e i loro splendidi polipi simili a piccole stelline luminose.
Dal viola, al rosso, dal rosa all’arancio, sfoggiano un campionario di tinte incredibilmente pazzesco, lasciando stupito l’osservatore munito di luce bianca artificiale. Si perchè per osservare simili creature la luce bianca è d’obbligo, vista la profondità a cui generalmente si trovano e la densità cromatica che li accomuna. Con scheletri duri e formazioni a cuscinetto, ci sono poi le madrepore, poche in Mediterraneo, ma pur sempre caratteristiche e molto belle.

Diving Center Sicilia Immersione Sicilia
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Come la madrepora arancione, che riveste la superficie delle rocce meno profonde, rendendo gaia la superficie dei cappelli delle secche milazzesi. Altre madrepore più piccole e meno visibili si insinuano nelle zone ombreggiate, da loro particolarmente amate, ma i polipi richiedono maggiore attenzione all’osservatore subacqueo per essere individuati. Tra le radure detritiche che si creano tra gli scogli del coralligeno occasionalmente si erge qualche maestoso cerianto, Antozoo molto fascinoso per via della sua fitta corona di tentacoli disposti a corona e ondeggianti in corrente. Ipnotizzati dall’eleganza di questi rari e a volte grandi Cnidari, ci lasciamo andare in una contemplazione della vita nel mare che dovrebbe costituire il modo di approccio migliore per osservare, apprezzare e studiare quanto il Mediterraneo di Milazzo è in grado di offrire.

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