Cala dei Liparoti: quiete sublime

Cala dei Liparoti: quiete sublime

Un tuffo nel passato può aprirci un varco e farci immaginare Milazzo come un’isola splendida, prossima alla terraferma. Non l’ottava delle Eolie, ma un mondo a se stante, geologicamente differente per molti versi. L’antica isola di Milazzo, prevalentemente rocciosa, era lunga circa 5 km, ed era emersa dal Mar Tirreno a causa di ripetuti movimenti tettonici (processo di sollevamento tuttora in atto) legati all’espansione di un mare che geologicamente parlando può essere considerato a tutti gli effetti un oceano. Ma diecimila anni fa detriti e sabbie, trasportati a valle dai numerosi corsi d’acqua provenienti dalla catena dei Monti Peloritani, formarono la piana alluvionale e l’istmo che congiunse l’isolotto alla terraferma, creando l’odierna penisola come tutti la conosciamo. Un braccio di terra proteso nel Tirreno in direzione sud-nord caratterizza oggi il promontorio di Capo Milazzo, con un profilo frastagliato e morfologicamente vario che vede l’alternarsi di diverse formazioni rocciose con poche e piccole baie isolate, celate dalla falesia e dalla macchia mediterranea. Tra tutte, la prima che gli isolani provenienti dall’arcipelago eoliano incontravano nei loro viaggi verso la terraferma, la più riparata dai venti dominanti, ha preso il nome dal popolo della maggiore delle Eolie e si chiama Cala dei Liparoti. Un’insenatura a dir poco romantica per via della quiete e del paesaggio, dolcemente formata da falesie che scivolano su fondali sabbiosi misti a rocce sparse, dove regna incontrastata la pianta marina mediterranea nota come Posidonia oceanica.

Una palafitta di legno sorge nel cuore della baia e ospita la sede del Diving Blunauta, in seno al campeggio Riva Smeralda. Un vero angolo di paradiso dove vivere il mare diventa qualcosa di incredibilmente passionale. La quiete sublime che contraddistingue il luogo lo rende insieme magico e coinvolgente, al punto da sentirsi quasi fuori da quel mondo artificiale creato dall’uomo, non fosse altro a ricordarcelo che qualche autovettura o qualche camper che vi staziona. La stradina d’ingresso al campeggio è in forte pendenza a causa del dislivello da coprire tra la parte alta del promontorio e il mare alla base delle pareti. Sembra l’ingresso verso una natura ancora in pace, dove umani ancora sensibili ritrovano intense vibrazioni per le loro anime. Guardando dall’alto la superficie dell’acqua si scorgono i colori del basso fondale, in un succedersi di chiari e scuri che testimoniano l’alternanza di chiazze di posidonia e aree sabbiose.

L’acqua limpida invita a munirsi di maschera e snorkel per osservare il sesto continente racchiuso tra i confini della cala. L’incanto che si svela ai nostri occhi è fatto di fasci di luce che si riflettono sulla sabbia pochi metri sotto la superficie, luce che sparisce invece tra le scure foglie nastriformi della posidonia che ondeggia sinuosa al ritmo dell’acqua. Un’esperienza unica legata all’osservazione della dimensione acquorea ci tocca a ogni nuovo percorso di snorkeling, permettendoci di perlustrare le rocce sparse isolate sul fondale, dimora di vari tipi di pesci e invertebrati che arricchiscono l’ambiente poco profondo.
Difficile non innamorarsi del mare custodito dalla Cala dei Liparoti. Se per un verso parliamo di un’area che sembra sfuggire all’attenzione dei più, per altro verso va detto che potrebbe trattarsi di un paradiso per pochi. Un angolo per chi sa leggere le immagini che la natura offre nella sua sconvolgente semplicità, donando albe incredibili a chi si sofferma a dormire, e pomeriggi avvolti in un profondo silenzio per meditare dopo aver perlustrato qualche stralcio di mondo sommerso. I soffici cuscini formati lungo la riva dall’accumulo delle foglie secche della posidonia ci invitano a sdraiarci per godere della poesia della baia, di un luogo che abbraccia i suoi estimatori col suo profondo sapore di mare. Se poi vogliamo parlare di cosa si prova a rilassarsi tra un’immersione e l’altra sulla palafitta del diving allora possiamo perderci in molte cose, come nei racconti di quanto appena vissuto sott’acqua tra scambi di emozioni e sentimentali descrizioni degli ecosistemi sommersi e della biodiversità di un mare ancora vivo.

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