Ponente: sul sommo della secca

Ponente: sul sommo della secca

Una secca è come una montagna che si eleva dal fondo marino e risale verso quel suo cielo che in questo caso chiamiamo superficie. Tuffandoci, dall’alto della superficie del mare vediamo infatti il suo sommo, quando non è troppo distante dai nostri occhi e l’acqua è abbastanza limpida, e possiamo iniziare un’escursione al contrario: partiamo dalla vetta per procedere verso le pendici e raggiungere il suolo, il fondale. Milazzo presenta due interessanti rilievi sommersi (secche), a poca distanza dalla costa: la Secca di Ponente e la Secca di Levante. A ponente il massiccio è più ampio e tortuoso, morfologicamente entusiasmante. Motivo per cui scegliamo di dare un primo sguardo sott’acqua a questo ambiente, arricchito come tutte le montagne sommerse dal fatto di rappresentare un’isola di rocce in un panorama globale di valli sabbiose.

Il rilievo che contraddistingue la cosiddetta Secca di Ponente è molto interessante e non facile da illustrare con le giuste parole, ma proveremo a interpretarne la natura iniziando dalla vetta, in gergo subacqueo “cappello della secca”. La sommità di un rilievo sommerso è quella dove le masse d’acqua in movimento si incrociano scivolando le une sulle altre, creando di conseguenza un ambiente dinamico e ricco di vita pulsante. Possiamo distinguere due parti fondamentali: il “terrazzo”, ovvero sia tutto l’insieme di superficie rocciosa che forma un variegato tavolato movimentato con i suoi alti e bassi, e il “profilo” che tutt’intorno forma il confine tra il terrazzo e i margini che poi cadono più o meno rapidamente verso maggiori profondità, formando le “pareti” della secca.

In prima battuta analizzeremo le meraviglie concentrate sul terrazzo e sui margini della secca (profilo), un palcoscenico decisamente suggestivo e biologicamente importante. Il terrazzo è un vero e proprio crocevia di specie di pesci e invertebrati, ben confusi in un ecosistema densamente popolato da alghe, poriferi e briozoi. In primavera specialmente, le alghe brune e verdi esplodono creando un paesaggio fantastico dove la fauna trova facilmente riparo e protezione. La forma delle alghe di vario tipo, coadiuvata dai colori cangianti, crea paesaggi di difficile lettura a un occhio poco esperto: mimetismo e criptismo delle diverse forme viventi che la natura propone contribuiscono a rendere la visione ancora più difficoltosa, richiedendo grande attenzione ai dettagli per poter distinguere per esempio i pesci nascosti in prossimità del fondale. Molto più visibili sono invece quei pinnuti che nuotano in acqua libera a poche spanne dal fondo, come saraghi e corvine, o cernie brune o rosse tremendamente curiose e spesso disponibili a un approccio ravvicinato.

Labridi e scorpenidi non si allontano dal fondale e vanno scovati aguzzando la vista, specie per quanto riguarda i sornioni scorfani rossi, il cui colore e le cui appendici ne fanno un campione di mimetismo criptico. Avvistare uno di questi pesci non è semplice, ma sul cappello della Secca di Ponente, tra i vari rilievi del terrazzo, ce ne sono talmente tanti che di sicuro avremo la possibilità di studiarli da vicino. Le correnti che lambiscono tali aree rocciose garantiscono poi la presenza di pesci pelagici, specie quando si riscalda l’acqua in estate, come nel caso dei barracuda. Banchi di salpe e gruppi di tanute, oltre a dentici e qualche orata, completano un quadro oserei dire particolarmente ricco, espressione di una biodiversità mediterranea notevole. I margini della secca, tutt’intorno, vedono il diradarsi delle alghe che, specie nelle zone d’ombra, lasciano spazio a poriferi e madrepore arancioni; la penombra consente un cambiamento cromatico e avremo modo di osservare tane di pesci splendidamente decorate da tante specie di invertebrati. Osservare una cernia bruna incorniciata dalle splendide madrepore arancioni è la norma, ma non mancherà occasione di incrociare piccole castagnole rosa che, insolitamente, raggiungono quella che per loro è davvero un’area poco profonda.

Lo spettacolo riservato ad osservatori meticolosi, affascinati dalla vita nel Mediterraneo, può considerarsi davvero completo in ogni dettaglio. E l’esplosione di vita del sommo di una secca, qui a Milazzo, non delude mai e arricchisce ogni volta il nostro bagaglio di esperienze subacquee.

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